Mons. Giovanni Antonio Farina

Mons. Giovanni Antonio Farina

fondatore delle «Suore Maestre di S. Dorotea – Figlie dei Sacri Cuori»

 

La Parrocchia di S. Ambrogio di Fiera non può non ricordare mons. Giovanni Antonio Farina che fu il fondatore dell’Istituto delle “Suore Maestre di S. Dorotea – Figlie dei Sacri Cuori” e Vescovo di Treviso. Egli, inoltre, fu colui che consacrò la nostra chiesa parrocchiale. Per tutto questo dobbiamo sentirci particolarmente legati a lui.
La consacrazione della chiesa di Fiera avvenne il 14 settembre 1851, dopo ben 129 anni dalla sua costruzione. L’importante avvenimento è ricordato dalla lapide posta sotto la cantoria, a sinistra della porta d’ingresso:

Traduzione: “In onore di Sant’Ambrogio, Giovanni Antonio Farina, Vescovo di Treviso, consacrò [questa chiesa] con rito liturgico il giorno 14 settembre 1851, quando era parroco Giuseppe Frizzo”.

Una vita animata dalla carità

Nato a Gambellara (Vicenza) l’11 gennaio 1803, ordinato sacerdote nel 1827, fu professore in Seminario e cappellano nella Parrocchia di S. Pietro in Vicenza.
A 33 anni fondò l’Istituto delle “Suore Maestre di S. Dorotea – Figlie dei Sacri Cuori”, per l’educazione delle fanciulle povere e abbandonate e, più tardi, anche di quelle sordomute e cieche, e per l’assistenza ai malati e agli anziani.
A 48 anni (1851) fu consacrato vescovo e designato alla guida della Diocesi di Treviso; circa 10 anni dopo, passò a Vicenza e vi rimase fino alla morte avvenuta il 4 marzo 1888.

Mons. Giovanni Antonio Farina in una foto che lo ritrae all’età di circa 70 anni, quando era vescovo di Vicenza.

Si occupò in modo particolare dei poveri e fondò per loro la “Pia Associazione”: era chiamato il “Vescovo della carità”.
Curò la formazione spirituale dei sacerdoti, ebbe singolare attenzione per quelli poveri, malati e anziani: per costoro riattivò la “Confraternita del Nome di Maria”.
Speciale cura egli dedicò anche all’insegnamento del catechismo e all’istruzione e assistenza religiosa ai fanciulli. Per questo importante servizio egli richiedeva anche la collaborazione dei laici.
Nel 1858 ordinò sacerdote Giuseppe Sarto, divenuto poi Papa Pio X.
Mons. Farina è definito “l’uomo della carità, fiaccola accesa nel cuore della Chiesa e ardente sul mondo”, come si legge in un libro sulla figura del Vescovo, scritto da suor Gianna Rosa Sterbini.
Il cuore di mons. Farina fu squisitamente sensibile e disponibile agli impulsi della “Carità di Cristo”. Iniziando la propria vita sacerdotale nella Parrocchia di S. Pietro in Vicenza, udì il parroco affermare: “C’è uno stuolo immenso di giovanette abbandonate”. Scosso, si rese conto della situazione, decise di affrontarla e, pregato dal Vescovo, organizzò e diresse a S. Pietro quella “Pia Opera di S. Dorotea”, che il conte don Luca Passi diffondeva in varie città d’Italia per raccogliere ed educare fanciulle abbandonate; vi inserì l’agonizzante “Casa d’istruzione per fanciulle povere” e cercò di ristrutturarla con ardore e intelligenza di “Restauratore” e di “Fondatore”, convinto che stava mettendo radice un’opera che Dio voleva.

Mons. Farina in un dipinto di Giuseppe Antonio Lomuscio del 2001. Nel realizzare l’opera l’artista si è ispirato ad una foto del 1885.

Non mancarono difficoltà e sofferenze: le accettò come prove purificatrici e consolidatrici dell’Opera. Questa reclamò persone che vi si dedicassero totalmente per motivi e fini soprannaturali. Ci volevano anime consacrate a Dio! Pensò un Istituto, un Regolamento…
Il pensiero prendeva sempre più consistenza, e l’11 dicembre 1836 le prime tre “Figlie dei Sacri Cuori” decisero di consacrarsi al Signore, vivendo in comunità, con Regolamento che le vincolava all’educazione delle fanciulle abbandonate.
Curò particolarmente la formazione della “suora maestra di S. Dorotea” e cercò di rendere l’Istituto sempre più capace di rispondere con prontezza ad ogni necessità che si presentava.
Il cammino iniziato per le fanciulle abbandonate si allargò e si intensificò, perché “non c’erano limiti per il cuore di mons. Farina, non c’erano frontiere, non c’erano paure…”.
La sua vita, al tramonto, fu confortata dalla certezza che l’Istituto si sarebbe dilatato nel mondo lungo i sentieri della carità da Lui aperti.
Le “Suore Maestre di S. Dorotea – Figlie dei Sacri Cuori” sono presenti oggi in circa 250 comunità sparse in vari paesi del mondo: Italia, Spagna, Svizzera, Ecuador, Colombia, Brasile, Costa d’Avorio, Israele, Giordania, India…
Il profondo legame che unisce le nostre suore e la nostra chiesa a mons. Farina dovrebbe diventare per noi impegno di vita: imitare le sue virtù, soprattutto la sua ardente carità. Questo invito sembra esserci rivolto con particolare intensità da una delle figure più luminose della Congregazione da lui fondata: Santa Maria Bertilla che anche a Fiera ha lasciato un edificante e indimenticabile ricordo di sé.

 

Testo tratto da La Scuola dell’Infanzia “Santa Maria Bertilla” nel centenario della fondazione 1913-2013, Treviso 2013

 

 

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